Questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti per funzionalità quali la condivisione sui social network e la raccolta di dati statistici in forma aggregata. Se non acconsenti all'utilizzo dei cookie di terze parti, alcune di queste funzionalità potrebbero essere non disponibili. Per maggiori informazioni consulta la PRIVACY POLICY, continuando a navigare o cliccando su un qualsiasi elemento della pagina acconsentirai all’utilizzo dei cookie.

Acconsento

News

Le interviste ai fornitori: Caffè Tabù

Con l’intervista a Giulio Quaresima di Caffe Tabù diamo il là ad un ciclo di "chiacchierate" con i fornitori di Food on the Road perchè sono anche le loro piccole storie che contribuiscono a disegnare la nostra. Li abbiamo incontrati sulla strada della ricerca delle migliori materie prime e li abbiamo scelti non solo per le eccellenze che ci forniscono ma anche per la passione e la cura che mettono, come noi, nel loro lavoro.

1) Ci racconta com’è nata la scelta di Food on the Road per le due miscele personalizzate che danno vita ai due caffe “Sublime” ed “Imperioso”?

Sono stato contattato da Food on the Road e mi è stato chiesto di preparare delle miscele di caffè di altissima qualità, qualcosa di diverso da quello che avevano ricercato e richiesto ad altre torrefazioni senza risultato. Così ho preparato 6 miscele tra le quali, le titolari di For, dopo una lunga degustazione hanno scelte quelle due che rispondevano alle loro esigenze. La prima scelta è stata il “SUBLIME”, un puro 100% arabica creato per i palati più raffinati che ricercano e amano sapori unici; “L’IMPERIOSO” è invece una miscela 50% robusta e 50% arabica, un caffè molto particolare... con un retrogusto di cacao.

2) Qual è la caratteristica particolare della macchina da caffè che ha fornito a Food on the Road?

La macchina di caffè che abbiamo fornito alla For è munita di un gruppo a levetta che permette al caffè una pre-infusione più dolce rispetto alle macchine semiautomatiche e di conseguenza una migliore estrazione dello stesso. Si utilizzano due macinini diversi per le due tipologie di caffè.

3) Come si è svolto il corso di formazione sul caffè per lo staff di Food on the Road? Cosa ha trasmesso ai ragazzi?

Il corso per For è stato fantastico, per la prima volta ho trovato di fronte a me delle persone che non volevano soltanto imparare come si fa a preparare un buon caffè ma erano interessati al mondo del caffè a 360°. Così abbiamo iniziato a parlare delle diverse piantagioni, di come viene raccolto, lavorato ed insaccato fino a come viene miscelato e torrefatto. Un’esperienza che ricordo con piacere.

4) Come nasce la sua azienda? Ce ne racconta la storia?

La mia azienda nasce nel 2005, dopo una mia lunga esperienza in due delle torrefazioni più importanti di Roma, con l’intenzione di creare qualcosa di diverso da ciò che la concorrenza propone, un servizio dedicato al cliente, la possibilità di fargli scegliere la miscela più adatta alle sue esigenze e a quelle della sua clientela, partendo comunque dal presupposto di utilizzare soltanto pregiate varietà di caffè, che potessero rendere ogni singola miscela un piccolo capolavoro.

http://www.caffetabu.it/

09.04.2014

Le interviste ai fornitori: Il Vino del 99

Prosegue il nostro ciclo di "chiacchierate" con i fornitori di Food on the Road. Abbiamo pensato a queste interviste perchè sono anche le piccole storie dei produttori e distributori di materie prime che contribuiscono a disegnare la nostra. Li abbiamo incontrati sulla strada della ricerca dell’alta qualità e li abbiamo scelti non solo per le eccellenze che ci forniscono ma anche per la passione e la cura che mettono, come noi, nel loro lavoro. È la volta di Roberto Giovannardi titolare dell’azienda "Il Vino del 99".

1) Ci racconti la storia della tua azienda? Quanto incidono nel tuo lavoro la passione e la curiosità per un mondo così vasto e dalle molteplici sfumature?

Nasce nel 1999 , quando avevo deciso di cambiare attività, dopo 20 anni di lavoro nel farmaco. Ho cercato di capire cosa potevo fare di diverso e ho scelto di seguire la vecchia passione per il vino e il cibo di qualità. È un lavoro che non si può fare senza passione ed interesse, altrimenti come si può scegliere tra le 32.000 aziende vinicole italiane? E seguire poi anno per anno le variazioni qualitative legate ai fattori stagionali, al modo di lavorare dei diversi produttori, alle mode ( anche nel vino … ) e alle richieste dei clienti, che cambiano..?

2) Quali sono i tuoi parametri di selezione e scelta delle cantine?

Le persone e il mio gusto. Le persone che spesso sono molto interessanti, e chi produce vino di solito lo fa con grande passione, e poi il vino , se non mi piace non riesco a venderlo.

3) Quali etichette hai consigliato alle titolari di Food on the Road e perché?

Ogni locale ha la sua clientela e una carta vini va tagliata sulla singola situazione: Food on the Road ha una presenza di pasti veloci, da accompagnare con un bicchiere ogni tanto, per cui vini piacevoli, non troppo potenti, di facile beva.

4) Le titolari ti hanno richiesto espressamente di tenere un corso sui vini per i ragazzi dello staff di Food on the Road, come hai reputato questa scelta?

Saggia. Uno dei problemi della ristorazione romana è spesso la scarsa cultura in proposito dei camerieri, che non riescono a consigliare un vino adatto ai clienti Un minimo di cultura è molto utile, per poter essere dei “consiglieri “ autorevoli, e io ho fatto varie esperienze di docenza sul vino

5) Un tuo motto o un’espressione a cui sei legato che riguardi il vino?

A parte il vecchio detto – la vita è troppo breve per bere vini cattivi – non saprei.

http://www.enotecheromailvinodel99.com/

11.04.2014

Perché bere acqua del rubinetto?

Perché l’acqua minerale inquina. Per essere precisi la causa dell’inquinamento sono le bottiglie in cui viene conservata l’acqua minerale. Per produrre una bottiglia di PET da 35 g si usano 100 cm³ di petrolio e circa 600 di acqua, producendo 80 grammi di CO2. Bisogna poi aggiungere i consumi per il trasporto dell’acqua dagli stabilimenti ai supermercati.

Il ciclo di produzione e di vita di questo prodotto non è affatto rispettoso dell’ambiente, con buona pace delle incontaminate immagini che ritroviamo sbandierate sulle etichette.

In questo video viene illustrata la storia dell’acqua in bottiglia dalla produzione, che impiega petrolio ed energia, al trasporto, fino alla difficoltà di smaltimento del prodotto PET.

Noi di Food on the Road non serviamo acqua in bottiglie PET ma solo in vetro, perchè il vetro è riciclabile all’infinito. Consigliamo però a tutti i nostri clienti di bere l’acqua del rubinetto e questo nostro invito è molto esplicito nel nostro punto vendita in via del Serafico dove un rubinetto campeggia al centro della sala e potrete prenderne l’acqua ogni volta che desiderate.

L’acqua degli acquedotti è continuamente controllata e certificata, scorre ed è sempre fresca. Quella in bottiglia impiega settimane prima di arrivare sulla nostra tavola e magari staziona sotto il sole nei piazzali degli ipermercati. Amiamo l’ambiente, amiamo la nostra salute e scegliendo l’acqua del rubinetto ne beneficia anche il portafogli.

Vi abbiamo convinti?

14.04.2014

Le interviste ai fornitori: Eugeonia

Per il ciclo di "chiacchierate" con i fornitori di Food on the Road incontriamo Giancarlo Farese della cooperativa Eugeonia, nostro fidato fornitore di un olio di altissima qualità.

1) Psicologo e produttore di olio. Perché? Il suo amore per l’olio extra vergine deve avere una natura profonda…com’è nato e come concilia la sua professione con un mestiere tradizionale che oggi può considerarsi d’avanguardia e richiede attenzione, curiosità, perfezionismo?

Perche produrre olio di qualità, per un clinico medico strutturato nel SSN e per uno psicoterapeuta? Curiosità, attenzione, amore. Per puro caso,dodici anni fa mi sono imbattuto nella Sabina e FARFA ha avuto per me un impatto emotivo molto forte. La Comunità Monastica Benedettina,con grande affetto e disponibilità ha accolto,ed in qualche modo persino protetto,le mie curiosità profondamente laiche e la mia esuberanza reattiva. Dai Castelli Romani,dove ero cresciuto e conosciuto,mi sono trasferito in una casa di campagna di fronte l’Abbazia Farfense,senza venir meno alle comodità " borghesi "e, senza minimamente scivolare nel "mito bucolico." Come ho spesso ripetuto, dunque, e stata la bellezza e l’equilibrio dell’ambiente ad offrire ispirazione, forse perchè "in ogni paesaggio c’ è "l’animo del mondo" e, nei luoghi Farfensi, l’animo ci sembra pìù ampio, limpido. Sensibile. E quindi, il mondo ci appare più dolce. Amorevole ed amabile. Ed allora, l’ ULIVO diviene metafora esistenziale. RE- cuperare. RI- costruire. Il territorio. Gli Ulivi, tanti e spesso trascurati. E l’ OLIO come conclusione. Elaborato finale. prodotto ogni volta provvisorio e migliorabile di un opera di raccolta, della più bella e preziosa ed antica tradizione contadina. L’olio, dunque, come opera di un lavoro di paziente RI- edificazione. Ma non esiste riedificazione dell’ambiente,senza un progetto che metta, caparbiamente e convintamente, l’ UOMO al centro del progetto stesso e, quindi tenti di RI- posizionarlo anche nel nucleo centrale di se stesso.

2) Come nasce l’azienda Eugeonia. Ce ne racconta la storia?

Stimolato dalla disponibilità del P. Priore Dom Gargiulo e, con l’aiuto della Fondazione Filippo Cremonesi, è nata la Cooperativa. La Coop. EUGEONIA " BUONA TERRA NUOVA," perché la Terra è il sottosuolo del Paradiso. Contaminazioni etniche e culturali in giovani uomini e donne, (sabini e rumeni) che abbiano come virtù fondamentale, la volontà, di operare qualcosa di buono, cioè di utile anche per il prossimo, utilizzando il tempo per lavorare e realizzare valori e principi. Nel nostro piccolo specifico, il Principio e Valore primo fra tutti è costruire un gruppo, un ambiente, una città dei rapporti, ove il proprio lavoro, la propria quotidiana, sofferta, reale fatica, possa essere correttamente riconosciuta, in una nuova e più aderente etica del commercio, come scambio di beni, e del guadagno, come congruo rapporto tra il preso ed il reso. Progetto ambizioso,non facile, pieno già di contraddizioni ed inciampi culturali . Pregiudizi e difficoltà organizzative. Limiti economici e personali.

3) Che olio producete e con quali tecniche?

L’ olio che noi produciamo rappresenta così il risultato di un legame rispettoso e sempre migliorabile, con la Natura,ma anche e soprattutto con l’ Uomo che la abita, la lavora e l’attraversa, Da qualsiasi latitudine, di qualsiasi colore. Dunque olio come antico progetto,ma visione "moderna ". Alimento incontaminato. Ricercato. Prodotto e promosso per il bene di se stessi e di tutti. Noi insistiamo. Produciamo, così, con attenzione crescente l’ olio EUGEONIA SABINA DOP, ed un monocultivar di Carboncella, che abbiamo voluto chiamare SOLO. La Carboncella cultivar, molto presente nel territorio sabino, dà un piccolo frutto, una piccola drupa con polpa molto scarsa e quindi con una bassa resa ,ma fortemente connotata. SOLO, come EUGEONIA SABINA DOP , nasce da olivi centenari su terreni incontaminati (in corso di certificazione BIO ), raccolta anticipata,a mano o con agevolatori elettrici ( per limitare al massimo qualunque impatto ambientale negativo ); frangitura a freddo ( Temp. inf. a 27’ gradi ) entro sei ore dal primo raccolto della giornata; conservazione dell’olio sotto azoto, per ostacolare i processi ossidativi. La Natura è difficile,ma anche generosa, cosicchè tutto il nostro prodotto risulta ricco di sapori,qualità ed originalità. Forse anche per questo, a soli tre anni dalla costituzione della Coop, siamo già premiati dal riconoscimento delle guide più prestigiose ( Slow Food 2013 e 2014 / Gambero Rosso 2014 ) e dall’ entusiasmo di chef affermati e valenti giovani emergenti.

4) Quali suggerimenti darebbe ai nostri lettori per riconoscere un olio extravergine di qualità? Ci si può fidare delle etichette?

Numerosi cominciano ad essere anche i consumatori "privati " attenti e consapevoli .Noi speriamo, divengano sempre più sensibili ed accorti. Infatti l’ olio è un prodotto facilmente manipolabile e soltanto la "cultura " del consumatore, oltre a normative rigorose, può premiare un prodotto corretto. Un olio di qualità che possa salvaguardare il territorio, la migliore tradizione contadina,ed una economia onesta, coniugando la "tipicità " con la salute ed il " piacere ". Come diceva Leonardo : "chi più sa, più ama " e noi potremmo aggiungere : "campa meglio e più a lungo ". Attenzione alla retro etichetta . Vi possiamo leggere notizie utili quali,ad esempio la provenienza territoriale delle olive. Non è molto,ma neanche poco, sapere che l’ olio deriva da olive di un determinato territorio regionale anziché da altri luoghi addirittura extracomunitari, da un altro mondo insomma, non è poca cosa. Ci farebbe specie acquistare una Ferrari prodotta non a Modena. La Natura non è ingegneria ed il Territorio non è riproducibile perchè dovremmo accettare con l’inganno, per giunta, che questo avvenga per gli alimenti?

http://www.sabinadop.it/produttori-...

15.04.2014

Iniziative