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News

Il "lesso" on the road

Ecco un’altra novità del menu autunnale. Il manzo biologico selezionato per noi da Roberto Liberati per un panino gustoso dal sapore d’autunno.

24.01.2012

Pane, biscotti & Co

Avete visto la nuova sezione del menu? Troverete molte novità interessanti: dal pane low carb, ai muffin salati, ai biscotti deliziosi.

05.03.2013

Piselli e pop corn...

Abbiamo ricevuto commenti unanimamente entusiasti dai nostri clienti che ci hanno fatto da "cavie" per questa nuova proposta. Se poi volete sapere come si fanno i pop corn di maiale...chiamate Daniela!

16.05.2013

FOOD ON THE ROAD: IL PRIMO PUNTO VENDITA IN VIA DEL SERAFICO

Il 16 Novembre scorso Food on the Road ha aperto la serranda del suo primo punto vendita a Roma, in via del Serafico 161( zona Eur/Laurentina/Serafico). Il locale è stato immaginato e realizzato dagli architetti Massimo Manfredini e Alessandro Pianetti della Stufa mentre l’agenzia ROLL ne ha curato la splendida grafica. Ma è doveroso fare un piccolo passo indietro. Vi sarete chiesti come nasce Food on the Road? Semplice, di una semplicità disarmante la risposta. Nasce davanti a un panino a Miami. Ma questa è un’altra storia…che presto vi racconteremo… Certo è che da quel giorno ne abbiamo fatta di strada, cercando di non perderci nulla di quello che la strada sa offrirti… emozioni, incontri, solidarietà, adrenalina. Oggi continuiamo ad essere “on the road” perché la nostra missione rimane quella di portarvi cibi sani, gustosi e di qualità in ufficio, a casa, al parco e ovunque voi siate. Ma se vi va di fare due passi e avete il tempo di una pausa più sostanziosa potete passare a trovarci in via del Serafico. Potete decidere, insomma, di gustare il vostro cibo in modalità fast o slow, a seconda delle vostre esigenze di tempo. Certo è che noi ci impegniamo a prepararvelo sempre slow. Con grande attenzione all’eccellenza della materia prima e al rispetto per l’ambiente, nella convinzione che non sia impossibile conciliare il gourmet con un’alimentazione sana e naturale. La porta è aperta dal lunedì al sabato (tranne la domenica!), dalle ore 10.00 alle 22.00, lo staff vi attende disponibile a farsi in quattro per soddisfare le vostre richieste e noi saremo lì, curiose e felici se dovesse nascere qualcosa davanti a un buon panino, com’è accaduto a noi, che sia un’amicizia, un amore, una piccola intuizione o una grande idea.

31.01.2014

LA RINASCITA DEL PARCHETTO IN VIA DEL SERAFICO

“Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini responsabili 
possa cambiare il mondo.
È invece l’unico modo in cui ciò è sempre accaduto.” 
- Margaret Mead

Non avremo cambiato il mondo ma siamo riusciti a rendere più accogliente, colorato e vivo un piccolo angolo verde: il parchetto in via del Serafico al civico 149. Se il cambiamento parte dalle piccole cose è anche vero che la spinta nasce da obiettivi grandi e comuni. Troppo spesso invece manca un pensiero condiviso che proietti le persone oltre la cura del proprio privato e personale angolo di mondo e le spinga a guardare oltre i confini del proprio ombelico in nome di un benessere collettivo. E così una domenica mattina di lavoro noi di Food on the Road, passeggiando con il nostro cane Clok, in via del Serafico, abbiamo osservato che intorno a noi tutte le aree verdi e private dei condomini erano curate, piene di fiori, amate, mentre tutte le aree verdi pubbliche erano sciatte, piene di rifiuti, distrutte dall’incuria. Una fotografia impietosa di come siamo quando abbiamo a che fare con le “cose comuni” quelle a disposizione di ”tutti”. Così è nata l’iniziativa della riqualifica del parchetto. Legambiente (circolo Garbatella) ha accolto con entusiasmo la nostra proposta rendendosi subito disponibile a promuovere l’evento e a offrirci gli alberi da piantare, grazie in particolare alla vice presidente Anna Maria Baiocco. L’evento ha ottenuto il patrocinio dell’VIII Municipio grazie anche all’assessore alle Politiche Ambientali Emiliano Antonietti. E un piccolo gruppo di cittadini responsabili con le proprie mani e i sorrisi dei bambini ha contribuito a cambiare un pezzettino di mondo.

18.02.2014

Cos’è l’alimentazione mindfulness? Intervista alla dott.ssa Montano

Abbiamo chiesto alla dott.ssa Montano direttrice e fondatrice dell’istituto A.T. Beck di Roma e Caserta, specializzato in terapia cognitivo-comportamentale, di raccontarci in un’intervista l’incontro che è stato organizzato Faicchio (BN) il giorno 12 Gennaio 2014 e a cui abbiamo preso parte noi di Food on the Road per confrontarci sul tema dell’alimentazione consapevole.

Come si è svolto l’evento a Faicchio (Bn) organizzato dall’istituto Beck?

L’Istituto Beck ha sempre avuto come mission quella di insegnare ai propri studenti l’importanza di una sana alimentazione così da poterla trasmettere, dopo averla applicata personalmente, ai loro pazienti, per qualsiasi problema si presentino in terapia. Prima di condividerle con qualcuno, è necessario e preliminare possedere le conoscenze teoriche e pratiche. Questo è solo uno spunto per poi consentire ai terapeuti di approfondire tali conoscenze in modo autonomo, mirato e dettagliato. È un modo per incuriosirli, invogliarli, appassionarli, proprio come dovranno fare loro con i pazienti. Molti vengono in terapia anche per condotte alimentari sregolate, quando hanno fallito l’ultima dieta, ma noi sappiamo benissimo che stare a dieta porta la persona prima o poi a sgarrare, annullando i benefici raggiunti. Le diete, infatti, non funzionano, perché sono restrittive. Quello che vogliamo insegnare, pertanto, è un regime alimentare sano destinato a tutte le categorie, non solo a chi ha problemi fisici o legati all’alimentazione. Un regime alimentare che contribuisca al nostro equilibrio sia fisico che psicologico. Noi, infatti, siamo quello che mangiamo quindi, in linea con quanto dice Ornish, possiamo scegliere i cibi, a seconda del momento che stiamo vivendo, in base a uno spettro, che va da cibi molto salutari a cibi poco salutari. Non esistono cibi buoni o cattivi in assoluto, non è un ragionamento tutto o nulla. Dal momento che impariamo a mangiare dalle nostre famiglie, spesso crediamo che un’alimentazione sana coincida con un’alimentazione senza sapore, noiosa, oltre che costosa. L’evento a Faicchio insegna, proprio, a cucinare cibi più salutari quali le proteine vegetali, la frutta, la verdura, i cereali integrali, i legumi, le carni bianche; queste ultime comunque andranno consumate non più di due volte a settimana. È meglio evitare le carni rosse. È importante anche variare la propria dieta e distribuire i pasti in 5 volte al giorno. Avere a che fare con il cibo, come con qualunque altra difficoltà della vita, non è una battaglia da combattere; piuttosto dobbiamo imparare a diventare amici delle nostre sfide. È un’opportunità per una comprensione e una trasformazione più profonde di noi stessi, che avrà come risultato finale quello di portarci maggiore gioia e pace.

Qual è stato il contributo fornito da Barbara Vecchietti e Daniela Bellisario sul tema dell’educazione alimentare?

Sia Barbara che Daniela, pur non essendo nutrizioniste o addette ai lavori, hanno insegnato, dal loro punto di vista professionale, in modo pratico come leggere le etichette, programmare le nostre dispense, scegliere i cibi. Tutto questo vivendo in una società frenetica, nell’era di internet, e dove la maggior parte della nostra alimentazione avviene col pilota automatico e, quindi, senza consapevolezza. Hanno insegnato come fare la spesa, il modo in cui si conservano i cibi, ma soprattutto come cucinare gli alimenti sani, in poco tempo, e con una presentazione che coinvolga tutti e 5 i sensi. Hanno anche trasmesso la capacità di orientarsi tra le pressioni della TV, i fast food e gli allettanti scaffali del supermercato che rendono difficile scegliere quello di cui il nostro corpo necessita davvero.

Cos’è il mindful eating e cosa vuol dire mangiare con consapevolezza?

Immaginiamo di fare un assaggio di Mindfulness. Prendiamo una mela dal nostro frigorifero, una mela qualsiasi. Poi la laviamo, la asciughiamo ma, prima di dare il primo morso, fermiamoci un attimo e guardiamo la mela che è nella nostra mano. Come suggerisce Thich Nhat Hanh, cominciamo col chiederci “quando mangio una mela, la sto davvero gustando? O sono così occupato con i miei pensieri che mi perdo la delizia che quella mela mi può offrire?”. Se siamo come la maggior parte delle persone, la risposta sarà affermativa alla seconda domanda. Noi neghiamo a noi stessi il piacere presente nel semplice gesto di mangiare una mela. Focalizzarci e rallentare ci permetterà di assaporare veramente tutte le qualità che la mela offre: che colore è, che profumo ha, ecc. Lentamente diamogli un piccolo morso e mastichiamola, che sapore ha? Che rumore fa? Dobbiamo concentrarci solo sul mangiare la mela, non ci dovrebbero essere altri pensieri mentre la mastichiamo, nessun progetto, nessuna scadenza, nessuna preoccupazione, nessuna paura, dispiacere, rabbia, nulla del passato o del futuro. Ci dovrebbe essere solo la mela che è l’unica cosa che c’è nel nostro presente. Vivendo il momento, noi possiamo davvero ricevere quello che la mela ci offre e diventare più vivi. Mangiando la mela in questo modo facciamo un assaggio di Mindfulness, un assaggio di consapevolezza che deriva dall’essere completamente immersi nel momento presente.

Ci dà qualche consiglio pratico per chi vuole muovere i primi passi verso un’alimentazione mindfulness ?

Nel mondo di oggi, un’alimentazione e una vita mindless sono fin troppo comuni. Siamo spinti dai ritmi frenetici di una vita high-tech, dall’internet ad alta velocità, dalle email, messaggi istantanei, cellulari, e dall’aspettativa di essere sempre reperibili, sempre pronti a rispondere a qualsiasi messaggio riceviamo. 30 anni fa, difficilmente qualcuno si sarebbe aspettato di ricevere una risposta a una lettera il giorno stesso. Oggi, però, il ritmo della nostra vita è terribilmente accelerato e fuori controllo. Dobbiamo continuamente rispondere a stimoli e richieste esterni. Il primo consiglio è, dunque, rallentare. Se nutriamo noi stessi con cibi integrali, assumendo un regime alimentare sano, che colpisca i nostri sensi, intenzionalmente, allora, insieme a tutte le persone per noi importanti, che nutriamo in modo analogo, ne beneficeremo in modi concreti e rilevanti per la nostra vita quotidiana. Il secondo consiglio, pertanto, è istruirsi su quelli che sono i cibi che ci fanno bene. Quando serviamo e mangiamo i nostri pasti, facciamolo in modo mindfully, notando i suoni, i colori, gli odori, i sapori e l’aspetto, e anche il modo in cui la nostra mente vi risponde. Man mano che pratichiamo i 5 sensi, potremo notare che i nostri sapori cambieranno, che aumenterà il nostro piacere a mangiare quello che una volta consideravamo un “noioso” cibo sano. Inoltre, raggiungeremo pace e felicità e ci porteremo lungo il sentiero del peso salutare. E siccome è importante realizzare che la mente e il corpo non sono separati, il benessere dell’uno sarà il benessere dell’altra, portando gioia e tranquillità. È importante anche non saltare i pasti, perché questo renderebbe più difficile fare una scelta consapevole. Quando la fame ci divora, la forza dell’abitudine ci può condurre a mangiare qualunque cibo a portata di mano, a prescindere che sia sano o meno.

Spesso nel cambio di rotta, nella scelta di diventare più critici sull’alimentazione si corre il rischio di cedere a posizioni troppo estremiste, anche per pigrizia. Qual è la strada giusta per costruire un personale e corretto approccio al cibo?

Anche in questo, è fondamentale informarsi e acquisire tutte le conoscenze necessarie per un regime alimentare sano ed equilibrato. Proprio perché, come abbiamo detto sopra, le diete non funzionano, ma causano i famigerati effetti yo-yo, è importante assumere un atteggiamento diverso, uno stile alimentare consapevole e sano, più che una dieta o un regime restrittivo momentaneo. Non è una questione di peso, ma di mantenersi in salute. Solo con le conoscenze teoriche appropriate, leggendo libri, frequentando seminari che anche il nostro Istituto organizza, partecipando attivamente a corsi di cucina vegetariana o macrobiotica, non perché bisogna diventarlo, ma semplicemente per avere delle ispirazioni, si può costruire il proprio personale e corretto approccio al cibo che terrà conto di chi siamo, di cosa ci piace, delle nostre esigenze e del nostro stile di vita. Un sano rapporto col cibo deve essere affiancato anche da una pratica regolare di una leggera, ma costante, attività fisica, altro ingrediente fondamentale per il nostro benessere psicofisico. Essere attivi è uno dei miracoli della vita. Ci permette di giocare con i nostri bambini, di scalare una montagna, di fare una passeggiata rilassante con i nostri amici e familiari. Ci aiuta anche a focalizzarci sulle nostre menti e a entrare in contatto con i nostri sensi; è uno dei modi migliori e più facili per praticare la Mindfulness nella vita quotidiana. Un esercizio sistematico e consapevole, a prescindere che sia una camminata, una corsa o una pratica di yoga, ci àncora al momento presente e ci connette con i nostri pensieri e con quello che stiamo vedendo, sentendo e provando. Anche l’attività fisica può, quindi, diventare un’àncora di Mindfulness nella nostra giornata, oltre che la strada migliore per mantenersi in salute. Il cibo sano e il movimento devono diventare, dunque, strumenti per nutrire fisicamente ed emotivamente il nostro corpo, per prenderci cura di noi, occasioni per regalarci carezze emotive che possano aumentare la nostra gratificazione e soddisfazione e farci vivere una vita pienamente consapevole.

Dott.ssa Antonella Montano www.istitutobeck.com

17.03.2014

Le interviste ai fornitori: Caffè Tabù

Con l’intervista a Giulio Quaresima di Caffe Tabù diamo il là ad un ciclo di "chiacchierate" con i fornitori di Food on the Road perchè sono anche le loro piccole storie che contribuiscono a disegnare la nostra. Li abbiamo incontrati sulla strada della ricerca delle migliori materie prime e li abbiamo scelti non solo per le eccellenze che ci forniscono ma anche per la passione e la cura che mettono, come noi, nel loro lavoro.

1) Ci racconta com’è nata la scelta di Food on the Road per le due miscele personalizzate che danno vita ai due caffe “Sublime” ed “Imperioso”?

Sono stato contattato da Food on the Road e mi è stato chiesto di preparare delle miscele di caffè di altissima qualità, qualcosa di diverso da quello che avevano ricercato e richiesto ad altre torrefazioni senza risultato. Così ho preparato 6 miscele tra le quali, le titolari di For, dopo una lunga degustazione hanno scelte quelle due che rispondevano alle loro esigenze. La prima scelta è stata il “SUBLIME”, un puro 100% arabica creato per i palati più raffinati che ricercano e amano sapori unici; “L’IMPERIOSO” è invece una miscela 50% robusta e 50% arabica, un caffè molto particolare... con un retrogusto di cacao.

2) Qual è la caratteristica particolare della macchina da caffè che ha fornito a Food on the Road?

La macchina di caffè che abbiamo fornito alla For è munita di un gruppo a levetta che permette al caffè una pre-infusione più dolce rispetto alle macchine semiautomatiche e di conseguenza una migliore estrazione dello stesso. Si utilizzano due macinini diversi per le due tipologie di caffè.

3) Come si è svolto il corso di formazione sul caffè per lo staff di Food on the Road? Cosa ha trasmesso ai ragazzi?

Il corso per For è stato fantastico, per la prima volta ho trovato di fronte a me delle persone che non volevano soltanto imparare come si fa a preparare un buon caffè ma erano interessati al mondo del caffè a 360°. Così abbiamo iniziato a parlare delle diverse piantagioni, di come viene raccolto, lavorato ed insaccato fino a come viene miscelato e torrefatto. Un’esperienza che ricordo con piacere.

4) Come nasce la sua azienda? Ce ne racconta la storia?

La mia azienda nasce nel 2005, dopo una mia lunga esperienza in due delle torrefazioni più importanti di Roma, con l’intenzione di creare qualcosa di diverso da ciò che la concorrenza propone, un servizio dedicato al cliente, la possibilità di fargli scegliere la miscela più adatta alle sue esigenze e a quelle della sua clientela, partendo comunque dal presupposto di utilizzare soltanto pregiate varietà di caffè, che potessero rendere ogni singola miscela un piccolo capolavoro.

http://www.caffetabu.it/

09.04.2014

Le interviste ai fornitori: Il Vino del 99

Prosegue il nostro ciclo di "chiacchierate" con i fornitori di Food on the Road. Abbiamo pensato a queste interviste perchè sono anche le piccole storie dei produttori e distributori di materie prime che contribuiscono a disegnare la nostra. Li abbiamo incontrati sulla strada della ricerca dell’alta qualità e li abbiamo scelti non solo per le eccellenze che ci forniscono ma anche per la passione e la cura che mettono, come noi, nel loro lavoro. È la volta di Roberto Giovannardi titolare dell’azienda "Il Vino del 99".

1) Ci racconti la storia della tua azienda? Quanto incidono nel tuo lavoro la passione e la curiosità per un mondo così vasto e dalle molteplici sfumature?

Nasce nel 1999 , quando avevo deciso di cambiare attività, dopo 20 anni di lavoro nel farmaco. Ho cercato di capire cosa potevo fare di diverso e ho scelto di seguire la vecchia passione per il vino e il cibo di qualità. È un lavoro che non si può fare senza passione ed interesse, altrimenti come si può scegliere tra le 32.000 aziende vinicole italiane? E seguire poi anno per anno le variazioni qualitative legate ai fattori stagionali, al modo di lavorare dei diversi produttori, alle mode ( anche nel vino … ) e alle richieste dei clienti, che cambiano..?

2) Quali sono i tuoi parametri di selezione e scelta delle cantine?

Le persone e il mio gusto. Le persone che spesso sono molto interessanti, e chi produce vino di solito lo fa con grande passione, e poi il vino , se non mi piace non riesco a venderlo.

3) Quali etichette hai consigliato alle titolari di Food on the Road e perché?

Ogni locale ha la sua clientela e una carta vini va tagliata sulla singola situazione: Food on the Road ha una presenza di pasti veloci, da accompagnare con un bicchiere ogni tanto, per cui vini piacevoli, non troppo potenti, di facile beva.

4) Le titolari ti hanno richiesto espressamente di tenere un corso sui vini per i ragazzi dello staff di Food on the Road, come hai reputato questa scelta?

Saggia. Uno dei problemi della ristorazione romana è spesso la scarsa cultura in proposito dei camerieri, che non riescono a consigliare un vino adatto ai clienti Un minimo di cultura è molto utile, per poter essere dei “consiglieri “ autorevoli, e io ho fatto varie esperienze di docenza sul vino

5) Un tuo motto o un’espressione a cui sei legato che riguardi il vino?

A parte il vecchio detto – la vita è troppo breve per bere vini cattivi – non saprei.

http://www.enotecheromailvinodel99.com/

11.04.2014

Perché bere acqua del rubinetto?

Perché l’acqua minerale inquina. Per essere precisi la causa dell’inquinamento sono le bottiglie in cui viene conservata l’acqua minerale. Per produrre una bottiglia di PET da 35 g si usano 100 cm³ di petrolio e circa 600 di acqua, producendo 80 grammi di CO2. Bisogna poi aggiungere i consumi per il trasporto dell’acqua dagli stabilimenti ai supermercati.

Il ciclo di produzione e di vita di questo prodotto non è affatto rispettoso dell’ambiente, con buona pace delle incontaminate immagini che ritroviamo sbandierate sulle etichette.

In questo video viene illustrata la storia dell’acqua in bottiglia dalla produzione, che impiega petrolio ed energia, al trasporto, fino alla difficoltà di smaltimento del prodotto PET.

Noi di Food on the Road non serviamo acqua in bottiglie PET ma solo in vetro, perchè il vetro è riciclabile all’infinito. Consigliamo però a tutti i nostri clienti di bere l’acqua del rubinetto e questo nostro invito è molto esplicito nel nostro punto vendita in via del Serafico dove un rubinetto campeggia al centro della sala e potrete prenderne l’acqua ogni volta che desiderate.

L’acqua degli acquedotti è continuamente controllata e certificata, scorre ed è sempre fresca. Quella in bottiglia impiega settimane prima di arrivare sulla nostra tavola e magari staziona sotto il sole nei piazzali degli ipermercati. Amiamo l’ambiente, amiamo la nostra salute e scegliendo l’acqua del rubinetto ne beneficia anche il portafogli.

Vi abbiamo convinti?

14.04.2014

Le interviste ai fornitori: Eugeonia

Per il ciclo di "chiacchierate" con i fornitori di Food on the Road incontriamo Giancarlo Farese della cooperativa Eugeonia, nostro fidato fornitore di un olio di altissima qualità.

1) Psicologo e produttore di olio. Perché? Il suo amore per l’olio extra vergine deve avere una natura profonda…com’è nato e come concilia la sua professione con un mestiere tradizionale che oggi può considerarsi d’avanguardia e richiede attenzione, curiosità, perfezionismo?

Perche produrre olio di qualità, per un clinico medico strutturato nel SSN e per uno psicoterapeuta? Curiosità, attenzione, amore. Per puro caso,dodici anni fa mi sono imbattuto nella Sabina e FARFA ha avuto per me un impatto emotivo molto forte. La Comunità Monastica Benedettina,con grande affetto e disponibilità ha accolto,ed in qualche modo persino protetto,le mie curiosità profondamente laiche e la mia esuberanza reattiva. Dai Castelli Romani,dove ero cresciuto e conosciuto,mi sono trasferito in una casa di campagna di fronte l’Abbazia Farfense,senza venir meno alle comodità " borghesi "e, senza minimamente scivolare nel "mito bucolico." Come ho spesso ripetuto, dunque, e stata la bellezza e l’equilibrio dell’ambiente ad offrire ispirazione, forse perchè "in ogni paesaggio c’ è "l’animo del mondo" e, nei luoghi Farfensi, l’animo ci sembra pìù ampio, limpido. Sensibile. E quindi, il mondo ci appare più dolce. Amorevole ed amabile. Ed allora, l’ ULIVO diviene metafora esistenziale. RE- cuperare. RI- costruire. Il territorio. Gli Ulivi, tanti e spesso trascurati. E l’ OLIO come conclusione. Elaborato finale. prodotto ogni volta provvisorio e migliorabile di un opera di raccolta, della più bella e preziosa ed antica tradizione contadina. L’olio, dunque, come opera di un lavoro di paziente RI- edificazione. Ma non esiste riedificazione dell’ambiente,senza un progetto che metta, caparbiamente e convintamente, l’ UOMO al centro del progetto stesso e, quindi tenti di RI- posizionarlo anche nel nucleo centrale di se stesso.

2) Come nasce l’azienda Eugeonia. Ce ne racconta la storia?

Stimolato dalla disponibilità del P. Priore Dom Gargiulo e, con l’aiuto della Fondazione Filippo Cremonesi, è nata la Cooperativa. La Coop. EUGEONIA " BUONA TERRA NUOVA," perché la Terra è il sottosuolo del Paradiso. Contaminazioni etniche e culturali in giovani uomini e donne, (sabini e rumeni) che abbiano come virtù fondamentale, la volontà, di operare qualcosa di buono, cioè di utile anche per il prossimo, utilizzando il tempo per lavorare e realizzare valori e principi. Nel nostro piccolo specifico, il Principio e Valore primo fra tutti è costruire un gruppo, un ambiente, una città dei rapporti, ove il proprio lavoro, la propria quotidiana, sofferta, reale fatica, possa essere correttamente riconosciuta, in una nuova e più aderente etica del commercio, come scambio di beni, e del guadagno, come congruo rapporto tra il preso ed il reso. Progetto ambizioso,non facile, pieno già di contraddizioni ed inciampi culturali . Pregiudizi e difficoltà organizzative. Limiti economici e personali.

3) Che olio producete e con quali tecniche?

L’ olio che noi produciamo rappresenta così il risultato di un legame rispettoso e sempre migliorabile, con la Natura,ma anche e soprattutto con l’ Uomo che la abita, la lavora e l’attraversa, Da qualsiasi latitudine, di qualsiasi colore. Dunque olio come antico progetto,ma visione "moderna ". Alimento incontaminato. Ricercato. Prodotto e promosso per il bene di se stessi e di tutti. Noi insistiamo. Produciamo, così, con attenzione crescente l’ olio EUGEONIA SABINA DOP, ed un monocultivar di Carboncella, che abbiamo voluto chiamare SOLO. La Carboncella cultivar, molto presente nel territorio sabino, dà un piccolo frutto, una piccola drupa con polpa molto scarsa e quindi con una bassa resa ,ma fortemente connotata. SOLO, come EUGEONIA SABINA DOP , nasce da olivi centenari su terreni incontaminati (in corso di certificazione BIO ), raccolta anticipata,a mano o con agevolatori elettrici ( per limitare al massimo qualunque impatto ambientale negativo ); frangitura a freddo ( Temp. inf. a 27’ gradi ) entro sei ore dal primo raccolto della giornata; conservazione dell’olio sotto azoto, per ostacolare i processi ossidativi. La Natura è difficile,ma anche generosa, cosicchè tutto il nostro prodotto risulta ricco di sapori,qualità ed originalità. Forse anche per questo, a soli tre anni dalla costituzione della Coop, siamo già premiati dal riconoscimento delle guide più prestigiose ( Slow Food 2013 e 2014 / Gambero Rosso 2014 ) e dall’ entusiasmo di chef affermati e valenti giovani emergenti.

4) Quali suggerimenti darebbe ai nostri lettori per riconoscere un olio extravergine di qualità? Ci si può fidare delle etichette?

Numerosi cominciano ad essere anche i consumatori "privati " attenti e consapevoli .Noi speriamo, divengano sempre più sensibili ed accorti. Infatti l’ olio è un prodotto facilmente manipolabile e soltanto la "cultura " del consumatore, oltre a normative rigorose, può premiare un prodotto corretto. Un olio di qualità che possa salvaguardare il territorio, la migliore tradizione contadina,ed una economia onesta, coniugando la "tipicità " con la salute ed il " piacere ". Come diceva Leonardo : "chi più sa, più ama " e noi potremmo aggiungere : "campa meglio e più a lungo ". Attenzione alla retro etichetta . Vi possiamo leggere notizie utili quali,ad esempio la provenienza territoriale delle olive. Non è molto,ma neanche poco, sapere che l’ olio deriva da olive di un determinato territorio regionale anziché da altri luoghi addirittura extracomunitari, da un altro mondo insomma, non è poca cosa. Ci farebbe specie acquistare una Ferrari prodotta non a Modena. La Natura non è ingegneria ed il Territorio non è riproducibile perchè dovremmo accettare con l’inganno, per giunta, che questo avvenga per gli alimenti?

http://www.sabinadop.it/produttori-...

15.04.2014

Stanchi di pizza umida?

A grande richiesta abbiamo riattivato il servizio di consegne serali (Venerdì e Sabato sera) in zona Eur-San Paolo- Montagnola- Monteverde-Magliana- Marconi Centro Storico - Garbatella- Colombo- San Giovanni -Ardeatino. Chiamate lo 06-45441544 entro le 21.00

14.10.2014

Iniziative